Pagare la colf o la signora delle pulizie sembra una cosa semplice, fino a quando ti accorgi che basta un dettaglio, un “tanto ci fidiamo”, per trasformare una routine tranquilla in un problema serio. L’errore di cui quasi nessuno parla davvero è uno, molto concreto, e si chiama mancanza di tracciabilità.
L’errore che ti mette nei guai (anche se sei in buona fede)
Immagina la scena: fine mese, contanti in mano, un “grazie” e via. È comodo, rapido, apparentemente innocuo. Ma se quel pagamento non è documentabile, tu non hai una prova solida di aver rispettato gli obblighi retributivi. E lei, dall’altra parte, non ha una tutela chiara.
Il punto non è demonizzare il contante, che nel lavoro domestico non è vietato in assoluto. Il punto è che senza una busta paga firmata (o un metodo che lasci traccia), in caso di contestazioni potresti trovarti a dover dimostrare qualcosa che, di fatto, non puoi dimostrare.
E qui arrivano i rischi: sanzioni, controversie, e in alcuni casi anche la perdita di detrazioni fiscali.
I pilastri di un rapporto regolare (quelli che salvano entrambi)
Quando il rapporto è impostato bene, ti accorgi che tutto diventa più semplice, non più complicato. I passaggi fondamentali sono:
- Contratto impostato correttamente (inquadramento, ore, livello, mansioni).
- Comunicazione obbligatoria agli enti competenti e gestione tramite INPS.
- Cedolino o busta paga ogni mese, chiaro e coerente con ore e paga.
- Contributi versati nei tempi previsti (di solito con scadenza trimestrale).
Non è solo burocrazia, è una cintura di sicurezza. Se un mese cambia l’orario, se ci sono ferie, malattia, straordinari, il cedolino mette tutto nero su bianco e rende la relazione più serena.
Come pagare: metodi consentiti e davvero “a prova di contestazione”
Dal 1° luglio 2018, per molte categorie di lavoro la regola generale è il pagamento tracciabile. Nel lavoro domestico c’è una specificità: il contante può essere ammesso, ma non deve mai diventare “invisibile”.
Ecco le modalità più solide, quelle che ti lasciano in mano una prova chiara:
- Bonifico su IBAN della lavoratrice.
- Strumenti elettronici (pagamenti digitali che producono ricevuta).
- Contanti solo in casi conformi (per esempio attraverso operazioni che risultino presso sportello, secondo le modalità previste).
- Assegno consegnato direttamente alla lavoratrice (o a un delegato previsto, come coniuge, convivente o familiare).
Se scegli contanti, la regola pratica è semplice: mai senza busta paga firmata per ricevuta. È quel foglio, spesso sottovalutato, che fa la differenza tra “l’ho pagata” e “posso dimostrare che l’ho pagata”.
Busta paga e contributi: cosa guardare ogni mese (senza impazzire)
La retribuzione deve rispettare i minimi previsti dal CCNL lavoro domestico e l’inquadramento corretto (colf, badante, assistenza). Poi ci sono i contributi, che di solito si versano trimestralmente tramite strumenti come pagoPA e portali dedicati.
Due dettagli fiscali che spesso vengono dimenticati:
- I contributi versati possono essere deducibili fino a 1.549,37 euro/anno (per la parte a carico del datore).
- Se si tratta di assistenza a persone non autosufficienti, può esserci una detrazione del 19% su spese fino a 2.100 euro/anno, ma in questi casi la tracciabilità del pagamento diventa decisiva.
E se ti serve solo ogni tanto? Il Libretto Famiglia (voucher)
Per prestazioni davvero sporadiche esiste un’alternativa che evita di improvvisare: il Libretto Famiglia. In pratica, voucher da 10 euro/ora con una quota destinata a contributi e assicurazione, e il resto come netto al prestatore.
Attenzione però ai limiti:
- 5.000 euro/anno per utilizzatore.
- 2.500 euro/anno per prestatore.
Superate certe soglie, conviene (e spesso è necessario) passare a un contratto regolare anche per poche ore a settimana.
Il riassunto che ti evita l’errore
Se vuoi una regola unica da ricordare, è questa: paga come preferisci, ma fai in modo che il pagamento sia sempre dimostrabile. Bonifico o elettronico è la via più semplice. Se usi contanti, fai firmare la busta paga. È un gesto piccolo, ma ti protegge enormemente, e rende il rapporto più corretto anche per chi lavora in casa tua.




