C’è un dettaglio che fa tutta la differenza, quando le blatte sembrano “immuni” a qualunque tentativo: spesso il gel viene messo dove noi lo vediamo, non dove loro vivono. E a quel punto il risultato è frustrante, perché il prodotto c’è, ma non lo mangia nessuno.
Quello che segue è una guida pratica, molto concreta, per capire dove mettere davvero il gel anti-blatte e come distribuirlo in modo che inizi a lavorare subito, senza sprechi e senza rischi inutili.
Perché “nel posto giusto” cambia tutto
Il gel non è un repellente. È un’esca. Funziona se la blatta lo incontra durante i suoi percorsi, lo consuma e poi porta l’effetto anche dentro il nido (spesso con un impatto a catena). Se lo spalmi su superfici esposte, o in punti che pulisci ogni giorno, è come lasciare una briciola in mezzo a una piazza ventosa.
Le blatte, invece, amano:
- crepe e fessure
- angoli bui
- zone calde e umide
- passaggi stretti vicino a cibo e acqua
In pratica, vogliono “muri” e “coperture”, non spazi aperti.
I punti caldi: dove applicarlo prima di tutto
Se vuoi risultati rapidi, parti dalle aree dove è più probabile che passino e si fermino.
Cucina: il regno delle blatte
- Sotto il lavello, soprattutto negli angoli posteriori e attorno ai passaggi dei tubi
- Dietro e sotto il frigorifero, vicino al motore e lungo i lati
- Dietro il forno o vicino al piano cottura (ma non su parti roventi)
- Dentro i mobili, nelle giunture, lungo i bordi interni, vicino alle cerniere
- Nelle guide dei cassetti, dove ci sono micro fessure e spigoli
Bagno e lavanderia: acqua e rifugi
- Vicino agli scarichi
- Dietro sanitari e mobili, nei punti non visibili
- Attorno alle tubazioni che entrano nel muro
- In prossimità di zone umide dove noti condensa o gocciolamenti
Perimetri e passaggi
- Dietro i battiscopa, nelle crepe tra muro e pavimento
- Fessure vicino a canaline, prese, passaggi di cavi (senza “riempire” prese o punti elettrici)
- Spazi vuoti dietro pannelli, contro-pareti, piccole cavità
Un modo semplice per pensarci è questo: tu metti l’esca sul “sentiero”, non in mezzo alla stanza.
Come applicarlo: micro-gocce, non strisce a caso
Il gel funziona meglio in piccole gocce. Immaginale grandi come la punta di una penna a sfera, o come una lenticchia molto piccola. Non serve esagerare, anzi, troppo gel tende a seccarsi e a essere ignorato.
Spaziatura consigliata (pratica e realistica)
- Lungo bordi e percorsi: una micro-goccia ogni 30–45 cm
- Nei punti caldi (dove hai avvistamenti o segni): ogni 15–20 cm
- Usa un mix di altezze: basso (battiscopa), medio (interni mobili), alto (angoli interni dei pensili)
Se vuoi capire meglio il “perché” dei comportamenti, vale la pena dare un’occhiata alla parola scarafaggio, giusto per riconoscere abitudini e spostamenti tipici.
Dove NON va messo (gli errori che lo rendono inutile)
Evita queste zone, anche se “sembrano comode”:
- superfici dove prepari cibo o appoggi stoviglie
- punti che lavi spesso (il gel viene rimosso)
- zone molto calde o soggette a vapore continuo
- aree accessibili a bambini o animali domestici
- superfici bagnate o che restano umide a lungo
Il gel deve restare lì, indisturbato, e restare appetibile.
Prima e dopo: la sequenza che accelera l’eliminazione
- Rimuovi fonti di cibo (briciole, pattumiera aperta, cibo per animali lasciato fuori).
- Pulisci per identificare i punti caldi, ma poi non strofinare proprio dove metterai il gel.
- Applica le micro-gocce nei punti indicati.
- Controlla dopo 24–48 ore: se vedi attività, aumenta la densità solo nei punti caldi.
- Continua finché non trovi più segni, poi fai controlli periodici per qualche settimana.
Mini checklist stanza per stanza (veloce)
- Cucina: sottolavello, frigo, guide cassetti, cerniere, giunture mobili
- Bagno: scarichi, tubi, retro mobili
- Perimetro: battiscopa, crepe, passaggi cavi e tubi
Se applichi il gel così, nel “posto giusto”, smette di essere un tentativo e diventa una strategia. E di solito, è proprio lì che inizia la differenza: meno avvistamenti, meno tracce, e una casa che torna a sembrarti tua.




