I 3 elettrodomestici che non dovresti lasciare in standby: il motivo

Quante volte hai lasciato tutto “spento”, pensando di essere a posto, e poi ti sei ritrovato con una bolletta che sembrava averti spiato? Ecco, dietro a quel piccolo mistero spesso c’è lo standby, quel limbo in cui gli elettrodomestici non lavorano davvero, ma continuano a bere energia in silenzio.

Cos’è davvero lo standby (e perché ti frega)

Lo standby è la modalità in cui un apparecchio sembra spento, ma resta parzialmente attivo per alimentare display, LED, alimentatori interni, sensori o funzioni “smart”. È quello che permette al microonde di mostrare l’ora, al climatizzatore di rispondere subito al telecomando, alla macchina del caffè di essere “pronta”.

Il problema è che questo consumo fantasma non è un dettaglio trascurabile: in Europa può arrivare fino all’11% del fabbisogno elettrico domestico, circa 305 kWh all’anno per abitazione. Tradotto in vita reale, può significare oltre 100-135 € l’anno di energia pagata senza ottenere nulla in cambio, e un impatto anche sulle emissioni globali.

Se vuoi una definizione chiara, è proprio l’idea di standby: presente, ma inutilmente.

I 3 elettrodomestici che non dovresti lasciare in standby

Qui non parliamo dei soliti sospetti generici. Ci sono tre apparecchi che, più di altri, meritano una piccola attenzione quotidiana.

1) Forno a microonde: l’orologio più caro di casa

Sembra innocuo, perché lo usi magari pochi minuti al giorno. Eppure in standby può arrivare fino a 27 watt/ora. La cosa ironica è che il microonde resta inattivo per circa il 98% del tempo, ma continua a consumare per tenere acceso l’orologio e il display.

In alcune case, il paradosso è reale: il microonde può consumare più energia “da fermo” che durante l’uso effettivo, proprio perché lo standby dura ore e ore.

Cosa fare:

  • Se non ti serve l’ora sul display, stacca la spina quando non lo usi.
  • Valuta modelli con eco-mode, che possono ridurre i consumi anche del 25%.

2) Condizionatore (o climatizzatore): il “pronto a partire” che pesa

Il climatizzatore in standby è un campione di variabilità: può consumare da 2 a 80 watt/ora (e in alcuni casi anche di più, soprattutto con sistemi complessi o pompe di calore). Il punto è che lo standby spesso dura mesi, e l’energia sommata giorno dopo giorno diventa significativa.

È come lasciare un rubinetto che gocciola per tutta la notte: non te ne accorgi subito, ma alla lunga lo paghi.

Cosa fare:

  • Se non lo usi per settimane, meglio spegnere completamente (interruttore dedicato o spina, quando possibile).
  • Controlla se l’unità ha impostazioni di risparmio energetico o spegnimento profondo.

3) Macchina del caffè: la tentazione sempre calda

Qui ci caschiamo in tanti, perché l’idea di averla pronta è comodissima. Però molte macchine del caffè consumano molto anche in attesa, con picchi sorprendenti rispetto ad altri elettrodomestici.

Quando resta in standby per ore, stai pagando energia solo per mantenere funzioni di prontezza, lucine, circuiti in ascolto. E no, il gusto del caffè non migliora se la macchina resta “in tensione” tutto il giorno.

Cosa fare:

  • Abituati a spegnerla del tutto dopo l’uso.
  • Se la usi in momenti fissi, valuta una presa con timer.

E gli altri? Sì, consumano anche loro, ma…

Lavatrice, lavastoviglie, TV, computer e caricabatterie non sono innocenti. Una lavatrice può stare tra 1 e 5 W in standby, un caricabatterie può arrivare a circa 7 kWh/anno. Però microonde, climatizzatore e macchina del caffè sono spesso citati come i più impattanti nella vita quotidiana, perché uniscono consumi “non piccoli” a un tempo di inattività enorme.

Strategie semplici, effetto immediato

Se vuoi un piano pratico, senza trasformare casa in un laboratorio:

  • Usa ciabatte con interruttore per gruppi di dispositivi (cucina, salotto, postazione PC).
  • Quando possibile, stacca la spina dei tre “campioni di standby”.
  • Chiudi gli sportelli di lavatrice e lavastoviglie (alcuni modelli restano più “attivi” se percepiscono porte in posizione particolare).
  • In fase di acquisto, cerca funzioni eco e consumi in standby dichiarati.

Dal 2023, inoltre, sono entrati limiti più severi in Europa per ridurre questi sprechi su diverse categorie di dispositivi: segno che il problema era tutt’altro che immaginario.

Il motivo vero: non è solo risparmio, è controllo

Alla fine, il punto non è vivere al buio o contare i watt con l’ansia. È riprendere controllo su una parte di consumo che non ti dà alcun beneficio. Spegnere davvero microonde, condizionatore e macchina del caffè è una di quelle abitudini piccole, quasi invisibili, che però, mese dopo mese, si trasformano in soldi risparmiati e in energia non sprecata. E onestamente, è una sensazione piacevole: sapere che la bolletta non sta lavorando mentre tu dormi.

VenetoPress

VenetoPress

Articoli: 208

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *