Se ti stai chiedendo come igienizzare i taglieri in legno senza rovinarli, sappi che non sei l’unico. Io ci sono passato quando ho iniziato a cucinare più spesso: bastano due cipolle, un po’ di pollo crudo e, all’improvviso, quel tagliere che “profuma di casa” inizia a trattenere odori e ansie. Qui entra in gioco il famoso metodo dei ristoratori, che è molto meno complicato di quanto sembri, e soprattutto gentile con il legno.
Prima cosa: perché il legno si rovina (e perché va trattato bene)
Il legno è igroscopico, assorbe e rilascia umidità. È un vantaggio perché, se gestito bene, asciuga e non rimane “zuppo” come certe plastiche segnate. Ma è anche il motivo per cui lavastoviglie, ammolli lunghi e detergenti aggressivi possono farlo imbarcare, seccare o crepare.
L’obiettivo è semplice: pulire subito, disinfettare a fondo quando serve e nutrire il tagliere ogni tanto.
Pulizia quotidiana (la routine che salva il tagliere)
Questa è la parte che fa davvero la differenza, più della “super disinfezione” fatta una volta al mese.
- Sciacqua subito con acqua calda (non bollente) dopo l’uso.
- Strofina con spazzola morbida o spugna non abrasiva.
- Se serve, usa una goccia di detersivo neutro (poco, davvero poco).
- Risciacqua bene e asciuga immediatamente con un panno.
- Mettilo ad asciugare in verticale, così l’aria circola e riduci il rischio di muffe.
Cosa evitare sempre:
- Immersione prolungata nel lavello.
- Lavastoviglie (calore, vapore e detersivi forti sono un cocktail micidiale per il legno).
- Pagliette metalliche, che aprono i pori e creano più “nascondigli” nei solchi.
Disinfezione profonda: il metodo usato in cucina professionale
Quando hai tagliato carne cruda, pesce, o quando senti odori persistenti, serve un passaggio in più. E qui i ristoratori vanno spesso su soluzioni semplici, naturali e ripetibili.
Aceto bianco (delicato e affidabile)
Dopo la pulizia quotidiana:
- versa o spruzza aceto bianco sulla superficie (senza esagerare),
- spalma con un panno pulito,
- lascia agire 5-15 minuti,
- risciacqua e asciuga subito.
L’acidità aiuta a ridurre la carica batterica senza “stressare” il materiale. Se vuoi una parola sola che riassume l’approccio, è aceto.
Limone e sale grosso (per odori e solchi del coltello)
Questo è il trucco che adoro quando il tagliere “sa di aglio” anche dopo il lavaggio:
- cospargi sale grosso,
- strofina con mezzo limone (o usa il succo),
- lascia agire 5-15 minuti,
- risciacqua e asciuga.
Il sale fa una micro abrasione controllata, il limone aiuta a sciogliere odori e residui. È un gesto semplice, quasi terapeutico, e funziona.
Acqua ossigenata (per casi “sensibili”)
L’acqua ossigenata (perossido di idrogeno) è utile soprattutto dopo carne e pollo. Usala così:
- applica una piccola quantità sulla superficie pulita,
- lascia agire qualche minuto,
- risciacqua e asciuga.
Nota importante: se vuoi usare anche l’aceto, è meglio farlo in due passaggi separati, non mescolarli nella stessa bottiglia.
Soluzioni pronte per alimenti (solo ogni tanto)
In cucina professionale capita anche l’uso di spray certificati per superfici alimentari (tipo Amuchina Spray). Va bene occasionalmente, seguendo l’etichetta, perché l’abuso può “spogliare” il legno e renderlo più secco.
Manutenzione: il segreto per non rovinarli nel tempo
Dopo una disinfezione profonda, il tagliere può risultare più “assetato”. Qui entra in scena l’alleato numero uno: olio minerale alimentare.
Come fare:
- applicane poco su tutta la superficie,
- massaggia con un panno finché il legno lo assorbe,
- lascia riposare anche tutta la notte,
- rimuovi l’eccesso il giorno dopo.
Evita oli vegetali (oliva, semi) perché possono irrancidire.
La regola d’oro dei ristoratori: separare e controllare l’usura
- Usa taglieri diversi per carne/pesce e per verdure o pane.
- Se il tagliere è pieno di solchi profondi, scurito e “spugnoso”, valuta una levigatura o la sostituzione: igienizzare diventa più difficile.
Con questa routine, pulizia veloce ogni giorno, disinfezione mirata quando serve e olio ogni tanto, i tuoi taglieri restano sani, belli e soprattutto affidabili. E smetti di cucinare con quel dubbio in testa, che è già metà dell’igiene.




