Ti è mai capitato di pensare, “tanto per estetica lo faccio”, e poi coprire i termosifoni con un qualche materiale qualsiasi? Ecco, non coprire mai i termosifoni con questo materiale, o meglio con una serie di materiali molto comuni, perché il motivo non è solo la bolletta: in gioco ci sono sicurezza, salute e perfino la durata dell’impianto.
Il punto che molti sottovalutano: il calore deve circolare
Un termosifone non scalda “per magia” solo perché è caldo. Funziona davvero quando il calore riesce a passare dal metallo all’aria e poi a distribuirsi nella stanza. Se gli metti davanti una barriera, stai tappando il respiro del riscaldamento.
Quando copri con tessuti o pannelli improvvisati succedono due cose:
- il calore resta intrappolato vicino al radiatore,
- la stanza si scalda meno e più lentamente.
Risultato pratico: aumentano i consumi energetici, il comfort cala e il termostato può persino “capire male” la temperatura, spegnendo o riaccendendo in modo inefficiente a seconda di dove è posizionato e di come gira l’aria.
I materiali che ti fanno spendere di più (anche se sembrano innocui)
Ci sono coperture che nascono come “soluzioni rapide”, ma finiscono per diventare un problema quotidiano.
Evita soprattutto:
- tessuti pesanti, coperte, plaid, asciugamani stesi ad asciugare,
- tende spesse che scendono davanti al radiatore,
- stoffe decorative e rivestimenti improvvisati.
Questi materiali trattengono il calore come farebbe un cappotto, solo che lo fanno nel posto sbagliato. Tu vuoi che il calore vada in stanza, non che resti chiuso dietro un drappo.
Il rischio che non vuoi scoprire “per esperienza”: surriscaldamento e incendio
Qui vale la regola della cucina: se una fonte di calore resta coperta, la temperatura locale può salire più di quanto immagini. I termosifoni possono superare i 70°C e con alcuni impianti, in determinate condizioni, anche di più.
Cosa significa in pratica?
- tessuti e tende possono surriscaldarsi,
- alcune plastiche possono deformarsi o rilasciare odori e sostanze indesiderate,
- il legno vicino al calore continuo può seccarsi e rovinarsi, e in casi estremi diventare un fattore di rischio.
Non serve creare allarmismi, ma è uno di quei pericoli “silenziosi”, perché non te ne accorgi finché non senti l’odore o non noti l’ingiallimento.
Muffa, condensa e aria peggiore: la trappola dietro al termosifone
Quando blocchi la circolazione dell’aria, crei zone strane: alcune calde e chiuse, altre fredde e umide vicino a pareti e spigoli. È il contesto ideale per condensa e per la comparsa di muffa, oltre a un accumulo più facile di polvere e allergeni.
Se in casa c’è qualcuno che soffre di allergie o asma, questo dettaglio passa da “fastidio” a problema concreto: l’aria sembra più pesante e alcune stanze diventano difficili da mantenere asciutte, anche se il riscaldamento è acceso.
Danni collaterali: non si rovinano solo le coperture
Coprire un termosifone non è solo inefficiente, spesso è anche poco pratico.
Rischi comuni:
- scolorimento e deterioramento dei tessuti,
- mobili e pannelli che si imbarcano o si seccano,
- pulizia più difficile, con polvere che si accumula dove non arrivi,
- stress termico sul radiatore (in alcuni casi può favorire piccole perdite o peggiorare problemi già presenti).
Piccola guida rapida: cosa evitare e perché
| Cosa metti davanti al termosifone | Cosa succede davvero |
|---|---|
| Coperte e tessuti pesanti | Dispersione verso l’interno, stanza più fredda, più consumi |
| Tende spesse | Calore bloccato, rischio surriscaldamento del tessuto |
| Mobili in legno a ridosso | Calore “chiuso”, legno che si rovina, meno resa |
| Plastica non certificata | Possibile deformazione, odori, rischio sicurezza |
Alternative sicure (senza rinunciare a estetica e protezione)
Se l’obiettivo è proteggere bambini o anziani dalle scottature, oppure rendere la parete più ordinata, la strada non è l’improvvisazione. Meglio puntare su un copritermosifone certificato, progettato per lasciare passare l’aria.
Cerca queste caratteristiche:
- materiali ignifughi e atossici (spesso si usa PVC rigido adatto allo scopo),
- struttura con griglie o feritoie per la ventilazione,
- distanza corretta dal radiatore, così l’aria calda può salire e diffondersi.
E soprattutto, qualunque soluzione tu scelga, lascia sempre un po’ di spazio attorno al termosifone: il calore, per scaldarti davvero, deve poter uscire.




