Il bicarbonato sembra la soluzione magica per tutto, lo trovi in cucina, costa poco, “fa brillante” e in tanti lo usiamo d’istinto quando vogliamo pulire in fretta. Il problema è che proprio questa fama, unita al fatto che “è naturale”, ci fa abbassare la guardia. Eppure ci sono superfici su cui non usare il bicarbonato perché si rovinano subito, a volte senza che tu te ne accorga al primo passaggio, finché un giorno noti quell’opaco che non va più via.
Perché il bicarbonato può rovinare (anche se sembra delicato)
Il bicarbonato di sodio è una polvere finissima, quindi a prima vista innocua. In realtà gioca su due leve che, messe insieme, diventano pericolose:
- Abrasività: i granelli si comportano come un micro-carta vetrata. Su superfici lisce, lucide o con trattamenti protettivi, possono creare micro-graffi e perdita di brillantezza.
- Alcalinità: è una sostanza basica, quindi può innescare reazioni chimiche con alcuni metalli e con pietre calcaree o porose, alterandone colore e finitura. (Qui la parola chiave è pH, perché è lui a guidare molte di queste reazioni.)
Il risultato tipico? Opacizzazione, aloni, macchie, ossidazione o zone che sembrano “sbiancate” e poi non tornano più come prima.
Le superfici su cui evitare assolutamente il bicarbonato
Alluminio
Se hai mai visto comparire macchie grigie o scure su una teglia o su un piano in alluminio, sai di cosa parlo. Il bicarbonato può favorire ossidazione e lasciare segni difficili da eliminare. Il rischio aumenta se lo lasci agire a lungo o se lo strofini con energia.
Marmo e pietre “nobili”
Qui è davvero un attimo fare danni. Marmo, travertino e molte pietre naturali possono reagire alla componente alcalina, oltre a subire l’effetto abrasivo. In pratica si può consumare lo strato superficiale, lasciando opacità e macchie permanenti. Se il marmo è lucidato, il bicarbonato può togliere quella finitura “a specchio” in poche passate.
Quarzo, granito e superfici in pietra naturale
Sembra controintuitivo perché sono materiali duri, ma spesso hanno sigillanti o trattamenti protettivi. Il bicarbonato può intaccare la protezione, creare aloni e rendere la superficie più vulnerabile a macchie future. Su alcuni piani l’effetto tipico è una zona più “spenta” che rimane anche dopo il risciacquo.
Legno naturale, parquet e legno laccato
Il legno è vivo, assorbe, e le finiture sono delicate. Il bicarbonato può penetrare nelle fibre oppure rovinare la vernice, creando aree opache, ruvide o leggermente scolorite. Sul parquet, poi, basta poco per lasciare una differenza di tono che noti subito in controluce.
Vetro, specchi e superfici lucide
Sì, anche il vetro. Su specchi e vetri lucidi il bicarbonato può lasciare micro-graffi e una trasparenza meno “pulita”, soprattutto se lo usi come pasta e strofini. Il danno non è sempre immediato, ma col tempo la superficie perde quella brillantezza piena.
Vetroceramica e piani a induzione
Qui l’errore è comunissimo: sembra perfetto per togliere incrostazioni, ma è proprio l’azione abrasiva che può rovinare la finitura, creando segni sottili che poi catturano più sporco. Risultato, pulisci di più e ottieni di meno.
Altre superfici a rischio (che spesso dimentichiamo)
- Ceramica e smaltate: se non risciacqui in modo impeccabile, può restare una patina bianca o strisce.
- Plastica: alcuni tipi possono opacizzarsi o ingiallire, soprattutto con sfregamento.
- Argenteria e placcati: l’abrasione può togliere lucentezza e lasciare un effetto “velato”.
Come usarlo in modo sicuro senza fare danni
Se non vuoi rinunciare del tutto al bicarbonato, la regola è semplice: meno forza, meno attrito, meno tempo di contatto.
- Diluizione: meglio sciolto in acqua, non in pasta densa, così riduci l’azione abrasiva.
- Test in un angolo: prova su una zona nascosta e aspetta che asciughi per vedere l’effetto reale.
- Panni morbidi: niente spugne ruvide, perché sommi abrasione su abrasione.
- Alternative neutre: su materiali delicati vincono quasi sempre acqua tiepida e sapone oppure detergenti specifici per quella superficie.
La regola che ti salva (quasi) sempre
Se una superficie è lucida, porosa, trattata o “di pregio”, considera il bicarbonato come un ospite invadente: può sembrare utile, ma spesso lascia il segno. Meglio una pulizia più gentile oggi, che un’opacità irreversibile domani.




