Quando cambiare i filtri del condizionatore? Ecco cosa dice la legge

Se ti sei chiesto quando cambiare i filtri del condizionatore e “cosa dice la legge”, non sei l’unico. È una di quelle domande che arrivano sempre nello stesso momento, quando l’aria non sembra più fresca come prima, i consumi salgono, oppure senti quel leggero odore che ti fa pensare: “Ok, qui devo fare qualcosa”.

Due piani diversi: igiene e obblighi

La prima cosa da chiarire è questa, perché cambia tutto: pulizia e sostituzione dei filtri sono soprattutto un tema di benessere e prestazioni, mentre gli obblighi di legge riguardano la manutenzione dell’impianto (soprattutto sopra certe potenze) e la tracciabilità degli interventi.

In pratica, puoi avere filtri sporchi anche in un impianto “a norma”, e puoi avere un filtro pulito ma un impianto che richiederebbe controlli formali periodici.

Ogni quanto pulire i filtri (quello che funziona davvero)

Qui conta l’uso quotidiano, non la teoria. Io ragiono così: più persone passano in un ambiente, più polvere e particolato entrano in circolo, e più spesso il filtro va controllato.

Indicazioni realistiche:

  • Uso intenso (uffici, negozi, casa con condizionatore acceso tutti i giorni): controllo visivo anche mensile, pulizia in media ogni 1–3 mesi.
  • Uso normale (abitazione con uso regolare in estate): pulizia ogni 3–6 mesi.
  • Uso saltuario (seconde case, stanze poco usate): può bastare un controllo annuale, meglio prima della stagione calda.

Mini-tabella per orientarti

ScenarioControllo visivoPulizia filtri
Ambiente molto frequentato1 volta al meseogni 1–3 mesi
Casa, uso standardogni 1–2 mesi in stagioneogni 3–6 mesi
Uso raro1 volta l’anno1 volta l’anno (se serve)

Quando sostituire i filtri (non aspettare il “crollo”)

La sostituzione dipende dal tipo di filtro e dalle istruzioni del produttore, però ci sono segnali chiarissimi che non tradiscono:

  • filtro deformato o rovinato
  • filtro che resta grigio scuro anche dopo la pulizia
  • flusso d’aria ridotto, rumore aumentato, macchina che “fatica”
  • odori persistenti, anche a impianto pulito
  • filtri usa e getta: spesso conviene considerarne il controllo e la possibile sostituzione almeno annuale, o prima se molto intasati

Se hai un condizionatore con filtri lavabili, la regola d’oro è semplice: lavali con acqua, senza aggressivi, e falli asciugare completamente prima di rimontarli. L’umidità intrappolata è un invito a cattivi odori.

Cosa dice la legge (in modo concreto)

Quando si parla di “legge”, il riferimento principale in Italia è il DPR 74/2013, che ha strutturato gli obblighi di manutenzione, i controlli di efficienza e la gestione del libretto d’impianto.

Il punto pratico è questo: gli obblighi più stringenti scattano soprattutto per impianti con potenza oltre determinate soglie (spesso nell’ordine di circa 10–12 kW, con differenze tra impianti e configurazioni) e possono prevedere:

  • libretto d’impianto aggiornato
  • rapporti di controllo rilasciati dal tecnico per gli interventi previsti
  • controlli con periodicità che, a seconda del tipo di impianto e delle regole locali, possono essere ogni 2 o 4 anni
  • se sono presenti refrigeranti soggetti a normativa (i cosiddetti F-gas oltre certe quantità), possibili controlli perdite con scadenze specifiche

Tradotto: la legge non ti impone “cambia filtro il giorno X”, ma ti chiede di garantire manutenzione documentata quando l’impianto rientra nelle casistiche previste, e in contesti lavorativi si aggiunge l’attenzione a pulizia e sanificazione per la tutela della salute.

Cosa fare, passo dopo passo (senza stress)

Ecco una routine semplice che ti mette al sicuro, anche in caso di controlli:

  1. Durante l’uso intenso: controllo visivo dei filtri ogni mese.
  2. Pulizia fai da te dei filtri lavabili, asciugatura completa e rimontaggio.
  3. Sostituzione dei filtri usa e getta secondo manuale, oppure prima se sono chiaramente saturi.
  4. Tecnico abilitato per manutenzione, verifiche e interventi richiesti (soprattutto se la potenza complessiva è alta): fatti rilasciare la documentazione.
  5. Traccia tutto: data, tipo di intervento, operatore, esito, nel libretto o in un registro interno.

La conclusione, senza giri di parole: cambia e pulisci i filtri con regolarità per respirare meglio e consumare meno, ma considera la legge come una bussola sulla manutenzione dell’impianto, non come un calendario per il filtro. Se unisci le due cose, comfort e conformità, ti togli il pensiero per tutta la stagione.

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