Come pulire la lavastoviglie con aceto e bicarbonato? Il mix perfetto

Pulire la lavastoviglie con aceto e bicarbonato sembra una di quelle cose “da nonna”, eppure è proprio qui che sta il bello: quando il mix perfetto funziona davvero, lo senti subito, nell’odore più fresco appena apri lo sportello e in quel senso di pulito che torna a farsi notare anche sui bicchieri.

Se la tua lavastoviglie ha iniziato a lasciare aloni, a profumare poco o a sembrare “stanca”, spesso non è colpa dei detersivi. È semplicemente manutenzione: grassi, calcare e residui microscopici si accumulano dove non guardiamo mai.

Prima di iniziare: cosa ti serve (e cosa evitare)

Ti basta pochissimo:

  • Aceto bianco (circa 200–250 ml)
  • 1–2 cucchiai di bicarbonato di sodio
  • Un panno umido in microfibra
  • Una vecchia spazzolina (tipo spazzolino da denti)
  • (Opzionale) guanti

Da evitare, sempre: mescolare aceto con candeggina o detergenti aggressivi. Qui si lavora solo con aceto e bicarbonato, in due passaggi separati.

Il passo che quasi tutti saltano (ma cambia tutto): filtro e residui

Prima di pensare a profumi e brillantezza, fai la cosa più concreta:

  1. Svuota completamente la lavastoviglie.
  2. Estrai il filtro (di solito sul fondo), rimuovi i residui di cibo e sciacqualo sotto acqua calda.
  3. Se vedi incrostazioni, usa la spazzolina con un po’ di acqua calda e pazienza. È un gesto piccolo, ma è qui che spesso nasce il cattivo odore.

Questo step da solo, spesso, “sblocca” una lavastoviglie che sembrava irrecuperabile.

Fase 1: aceto per sciogliere e sgrassare

L’aceto è un acido debole: non fa magie, ma è bravissimo a sciogliere depositi e a dare una spinta contro il calcare.

Procedura:

  1. Versa un bicchiere di aceto bianco (200–250 ml) sul fondo della macchina oppure in una ciotolina resistente al calore nel ripiano superiore.
  2. Avvia un ciclo a vuoto ad alta temperatura (idealmente 60–70 °C) o un programma normale/Eco se è quello che usi di solito.
  3. Lascia finire il ciclo senza aggiungere altro.

Quando apri lo sportello, dovresti già percepire una differenza: meno “odore di umido” e interni più puliti alla vista.

Fase 2: bicarbonato per deodorare e rifinire

Ora arriva la parte che completa il lavoro. Il bicarbonato è leggermente alcalino, fa da abrasivo delicato e soprattutto neutralizza gli odori che si annidano nei punti invisibili.

  1. A ciclo finito, spargi 1–2 cucchiai di bicarbonato sul fondo della lavastoviglie (puoi arrivare a una piccola tazza leggera se la situazione è critica, senza esagerare).
  2. Avvia un breve risciacquo con acqua calda.

Il risultato tipico è una macchina più “neutra”, senza profumi coprenti, solo pulito.

Il tocco finale: guarnizioni, sportello e fori degli spruzzi

Se vuoi davvero il mix perfetto, dedica 3 minuti a questi punti:

  • Passa un panno umido su guarnizioni e bordo interno dello sportello (dove si ferma il grasso).
  • Controlla i bracci irroratori: se i fori sembrano ostruiti, una spazzolina o uno stuzzicadenti (con delicatezza) può liberare i passaggi.

Sono dettagli, ma sono anche i punti che determinano odore e prestazioni.

Ogni quanto farlo (senza stressare la lavastoviglie)

  • Uso normale: una pulizia completa una volta al mese.
  • Uso intenso (molti lavaggi a settimana): ogni 2–3 settimane.

Un consiglio pratico: evita l’aceto “a pioggia” ogni giorno. Usato con moderazione non dovrebbe creare problemi, ma farne un’abitudine quotidiana, soprattutto sulle guarnizioni, non è l’ideale.

Quando non basta: limiti e alternative

Se hai incrostazioni molto tenaci o acqua durissima, potresti aver bisogno di un prodotto anticalcare specifico (e vale la pena dare un’occhiata al libretto del produttore, anche per la garanzia).

Alternative leggere e utili:

  • Un po’ di limone (succo o scorza) nel ciclo aiuta a profumare e sgrassare.
  • Se noti odori persistenti, ricontrolla filtro e scarico: spesso la causa è lì, non “dentro” la macchina.

Alla fine, pulire la lavastoviglie con aceto e bicarbonato funziona perché è semplice, ripetibile e ti rimette in mano il controllo, senza trasformare la manutenzione in un’impresa. E quando la apri e non senti più quell’odore stanco, capisci subito perché è un rituale così amato.

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