Se ti è capitato di tirare fuori la biancheria e sentire ancora quell’odore umido, “da cantina”, non sei solo. Il punto è proprio questo: il tuo igienizzante potrebbe non funzionare contro i funghi nel bucato, soprattutto quando entrano in gioco spore resistenti e lavaggi a basse temperature.
Perché molti igienizzanti “generici” non bastano
Nella vita reale facciamo spesso così: un tappino di igienizzante, programma rapido a 30 °C, via. Funziona per rinfrescare e ridurre alcuni batteri, ma i funghi hanno un altro carattere, più testardo. Le spore fungine possono sopravvivere meglio ai trattamenti blandi, annidarsi tra le fibre, e riattivarsi quando trovano umidità.
In più, non tutti i prodotti nati per superfici o per “profumare e igienizzare” sono formulati e testati per il bucato. Nel tessuto serve un’azione che arrivi davvero dentro le fibre, senza lasciare residui inutili.
Cosa usare davvero: i tre alleati più affidabili
Quando l’obiettivo è un’azione antimicotica credibile sul bucato, i principi attivi che tornano più spesso nelle indicazioni d’uso serie sono questi:
1) Percarbonato di sodio (ossigeno attivo)
È una delle soluzioni più pratiche perché lavora rilasciando ossigeno che penetra tra le fibre, aiutando a colpire funghi e spore, e riducendo anche l’odore. La parola chiave qui è ossigeno attivo.
Un riferimento comune nel settore è il percarbonato, presente in vari additivi e igienizzanti per bucato, anche in formati monodose.
Quando conviene: asciugamani, lenzuola, intimo in cotone, capi “robusti” e lavaggi frequenti.
2) Sali d’ammonio quaternari (azione fungicida dichiarata)
Qui entriamo nel campo dei disinfettanti più “tecnici”, spesso indicati anche per uso in bucato e talvolta registrati come Presidio Medico Chirurgico. Il principio attivo tipico è il benzalconio cloruro o composti simili.
Quando conviene: quando vuoi un disinfettante che dichiari esplicitamente attività fungicida e che sia pensato per lavatrice e ammollo.
3) Additivi disinfettanti per bucato (linee domestiche)
Esistono additivi disinfettanti di marchi comuni formulati per essere usati insieme al detersivo e attivi anche a 30 °C. In etichetta spesso trovi diciture come battericida, fungicida, virucida, e istruzioni precise su dove versare il prodotto.
Quando conviene: routine settimanale, gestione odori, prevenzione su capi che non vuoi portare a temperature alte.
Come usarli senza “sabotarti” da solo
Qui si gioca la partita vera. Anche il prodotto giusto, usato male, diventa solo una spesa in più.
In lavatrice (regola d’oro: vaschetta giusta)
- Versa il disinfettante nella vaschetta del prelavaggio se l’etichetta lo indica.
- Evita di mescolarlo “a caso” con il detersivo nella stessa vaschetta, alcuni attivi possono perdere efficacia.
- Rispetta la dose (spesso intorno ai 50 ml per ciclo nei prodotti liquidi, ma fa fede l’etichetta).
In ammollo (quando l’odore è già forte)
- Sciogli la dose consigliata in acqua (alcune formulazioni indicano, per esempio, una bustina in pochi litri).
- Lascia agire per il tempo indicato, a volte anche 1 o 2 ore.
- Poi risciacqua e procedi con un normale lavaggio.
Temperatura e tempi
Molti prodotti promettono efficacia anche a freddo, ma in pratica:
- più il ciclo è breve, più devi essere preciso con dose e modalità,
- se il tessuto lo consente, un ciclo un po’ più lungo aiuta l’azione di contatto.
Scelta rapida: quale opzione per quale situazione
| Situazione tipica | Scelta più sensata | Nota pratica |
|---|---|---|
| Odore di umido ricorrente su asciugamani | Percarbonato | Ottimo in prelavaggio o ammollo |
| Bucato “a rischio” a basse temperature | Additivo disinfettante per bucato | Segui vaschetta e dose |
| Contaminazione insistente, serve azione dichiarata | Ammoni quaternari | Preferisci prodotti specifici per tessuti |
Due cose da evitare (che sembrano furbe, ma non lo sono)
- Usare un igienizzante per superfici “adattandolo” al bucato, non è detto che sia efficace sulle spore tra le fibre, e potresti rovinare i capi.
- Pensare che “più prodotto” significhi “più pulito”, con i disinfettanti è spesso il contrario: serve dose corretta e tempo di contatto.
Alla fine la risposta è semplice, anche se un po’ scomoda: contro i funghi nel bucato non basta un gesto generico, serve un prodotto specifico per tessuti, con attivi adatti (percarbonato o ammoni quaternari, oppure additivi disinfettanti dedicati) e un uso preciso, prelavaggio o ammollo quando necessario. E sì, quando lo fai nel modo giusto, la differenza si sente davvero, già dal primo asciugamano.




