Muffa e aria umida in casa? Metti questa pianta comune negli angoli e risolvi subito il problema

Se hai muffa e aria umida in casa, capisco benissimo la tentazione: vedi un video, qualcuno mette una “pianta comune” negli angoli e promette che tutto si risolve subito. È una di quelle idee che suonano quasi magiche, perché sono semplici e pure belle da vedere. Il punto è che, nella pratica, rischiano di farti ottenere l’effetto opposto.

La verità sulla “pianta anti umidità”

L’idea nasce da un’associazione intuitiva: la pianta “assorbe” acqua, quindi dovrebbe asciugare l’aria. In realtà, in un appartamento già umido succede spesso questo:

  • le piante traspirano, cioè rilasciano vapore acqueo nell’ambiente
  • quell’umidità extra si somma a quella prodotta da docce, cottura, bucato steso, respirazione
  • quando l’aria satura incontra superfici fredde (vetri, angoli esterni, pareti poco isolate) compare condensa
  • e dove c’è condensa, la muffa trova il suo “habitat” preferito

Quindi sì, una pianta può stare benissimo in casa, ma se la stanza è già problematica, usarla come “rimedio” è come mettere un cerotto su una perdita d’acqua senza chiudere il rubinetto.

Il bersaglio vero: l’umidità relativa

Per orientarti, l’obiettivo realistico è mantenere l’umidità relativa in un intervallo confortevole, spesso indicato tra 40% e 65%. Per farlo serve prima di tutto capire dove sei. Un igrometro è piccolo, costa poco e ti dà la misura che cambia tutto: smetti di andare “a sensazione” e inizi a decidere con criterio.

Mosse rapide che funzionano davvero (senza stravolgere la casa)

Quando ho iniziato a ragionare in modo pratico, mi sono accorto che i risultati arrivano più dalla costanza che dal rimedio miracoloso.

1) Arieggiare, ma nel modo giusto

Aprire le finestre “ogni tanto” non è la stessa cosa che ventilare bene. Funziona molto meglio:

  • 3-4 volte al giorno, per 5-15 minuti
  • creando corrente d’aria (due finestre in stanze diverse, se possibile)
  • soprattutto dopo doccia, cucina, pulizie, persone in casa

Questo ricambio rapido abbassa l’umidità senza raffreddare eccessivamente muri e arredi.

2) Tagliare le fonti di umidità più comuni

Sembra banale, ma qui si vince.

  • Evita di stendere il bucato in casa (o limita a una stanza, con finestra aperta e porta chiusa).
  • Usa sempre la cappa mentre cucini e lasciala andare qualche minuto dopo.
  • In bagno, apri la finestra o attiva la ventola subito dopo la doccia, non mezz’ora dopo.
  • Tieni chiuse le porte tra cucina, bagno e resto della casa nei momenti “umidi”.

3) Inserire un alleato: il deumidificatore

Se la casa tende a trattenere umidità (soprattutto in bagno, cucina o camere poco arieggiate), un deumidificatore può fare la differenza. La cosa importante è usarlo con un obiettivo, per esempio riportare la stanza sotto una certa soglia, invece di lasciarlo “a caso”.

Se il problema torna sempre, spesso è strutturale

Quando vedi muffa ricomparire negli stessi punti, quasi sempre c’è una combinazione di:

  • ponti termici negli angoli
  • infissi poco performanti e vetri freddi
  • isolamento termico insufficiente
  • infiltrazioni o micro perdite (anche invisibili)

In questi casi aiutano interventi mirati: migliorare serramenti, isolare pareti critiche, riparare perdite, valutare microventilazione.

La soluzione più “pulita”: VMC e ventilazione continua

Se vuoi una risposta stabile, la VMC (ventilazione meccanica controllata) è spesso la strategia più solida: ricambia aria in modo continuo, espelle umidità e mantiene comfort senza dover spalancare finestre ogni ora. Non è sempre necessaria, ma in case molto isolate o in zone umide può essere decisiva.

Problemi tipici e rimedi principali

SituazioneCosa fare subitoCosa valutare dopo
Condensa su vetri e paretiArieggiare bene + deumidificatoreIsolamento termico, infissi migliori
Muffa in bagno/cucinaVentola o finestra post uso + cappaMigliorare ventilazione, VMC
Umidità generale costanteRidurre fonti (bucato, piante in stanze critiche)VMC, controllo ponti termici

Quindi, metto la pianta negli angoli?

Mettila pure se ti piace, ma non aspettarti il miracolo. Se la casa è già umida, la pianta è più un elemento d’arredo che una cura. La “risoluzione subito” arriva invece da tre cose concrete: misurare, ventilare, ridurre le fonti di vapore. E se non basta, allora sì, vale la pena coinvolgere un tecnico, perché quando c’è di mezzo la struttura, l’unico vero sollievo è intervenire alla radice.

VenetoPress

VenetoPress

Articoli: 208

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *