Quando ho capito che, grazie ai consigli di mia nonna, potevo davvero liberarmi dei piccioni sul mio balcone, mi è sembrato quasi incredibile. Eppure era lì, sotto i miei occhi: non servivano magie né soluzioni aggressive, bastava rendere quel posto meno “invitante”, un po’ alla volta, con piccoli gesti costanti.
Il punto è semplice, il balcone per un piccione è come un bar con tavolini sempre liberi: se trova cibo, odori familiari e un angolo tranquillo, torna. Se invece trova fastidi, movimenti strani e zero briciole, cambia zona.
Prima regola: togli l’“hotel” (pulizia costante)
Non è la parte più divertente, lo so, ma è quella che fa davvero la differenza. Mia nonna diceva: “Se lasci un segno, loro lo leggono come un invito”.
Ecco cosa ho fatto, con regolarità:
- Ho rimosso guano, piume e qualsiasi residuo, meglio se con guanti e mascherina.
- Ho eliminato subito eventuali inizi di nido (rametti, foglie, fili).
- Ho controllato sottovasi e angoli nascosti, dove spesso si accumulano briciole.
- Ho evitato di lasciare ciotole d’acqua o cibo per altri animali all’aperto.
Risultato: in pochi giorni, il balcone ha iniziato a “profumare” meno di presenza stabile.
Spezie e odori: il trucco più semplice (e sorprendente)
Qui entra in scena la parte più “da nonna”, quella che sembra folklore e invece funziona, soprattutto con piccoli gruppi.
Spezie repellenti
Ho alternato queste tre, senza esagerare con le quantità:
- Pepe di Cayenna
- Peperoncino
- Cannella
Le mettevo in piccoli sacchetti traspiranti, oppure una spolverata leggera sui davanzali (attenzione se piove, va rinnovato). L’idea è creare un odore intenso e un minimo di fastidio al contatto, senza fare danni.
Aromatiche in vaso (belle e utili)
Il mio balcone è cambiato anche esteticamente: ho aggiunto menta, lavanda, rosmarino e basilico. Non è un repellente istantaneo come le spezie, ma è un “sottofondo” costante che aiuta a mantenere l’area meno gradita.
Nota importante sulla naftalina
La naftalina viene spesso citata tra i rimedi tradizionali, ma va usata con grande prudenza perché l’odore è forte e non è adatta in presenza di bambini o animali domestici. Se decidi di usarla, meglio in sacchetti ben chiusi e in punti non accessibili, e valutando alternative più sicure.
Riflessi, movimento e rumore: la scena cambia, loro si spostano
Un piccione è abitudinario, e proprio per questo odia le sorprese visive. Io ho ottenuto i risultati più rapidi con una combinazione di oggetti semplici:
- vecchi CD appesi con spago
- strisce di carta alluminio
- nastri che frusciano al vento
- una girandola ben visibile
La regola è una: devono muoversi e riflettere luce. Se restano fermi, dopo un po’ li ignorano. Ogni 4 o 5 giorni cambiavo posizione, come se “rinfrescassi” l’inganno.
Barriere fisiche: la soluzione più stabile
Quando vuoi un risultato duraturo, i metodi meccanici aiutano davvero. Senza trasformare il balcone in una fortezza, puoi considerare:
- reti protettive (discrete e molto efficaci, soprattutto se installate bene)
- fili anti posa o dissuasori che impediscono l’atterraggio sui punti preferiti
Qui ho capito una cosa: non è “contro” gli animali, è solo un modo per dire, con chiarezza, “qui non si sosta”.
Il piano pratico che mi ha funzionato (in 7 giorni)
- Pulizia completa e rimozione di ogni traccia.
- Spezie in sacchetti e una spolverata leggera nei punti di posa.
- CD e alluminio appesi, in almeno due zone diverse.
- Controllo quotidiano di nidi e residui.
- Spostamento degli oggetti riflettenti dopo qualche giorno.
- Aggiunta di piante aromatiche in vaso.
- Se necessario, rete o fili anti posa nei punti critici.
Quando serve una mano in più
Se parliamo di presenza massiccia e continua, con tanti esemplari, può essere utile valutare soluzioni professionali e sempre rispettose. Nel mio caso, però, per un gruppo piccolo, la combinazione di pulizia, odori repellenti e dissuasori visivi è stata la chiave.
E la cosa più bella è che, mentre il balcone tornava vivibile, mi sembrava anche di risentire la voce di mia nonna: niente panico, solo costanza.




