Se ti è capitato di tirare fuori un maglione di cashmere e pensare, “Ok, l’ho rovinato io”, sappi che succede più spesso di quanto immagini. La verità è che molti di noi hanno sempre sbagliato a lavare il cashmere perché trattiamo una fibra delicata come se fosse cotone: acqua troppo calda, movimenti energici, una centrifuga “tanto per”, e il danno è fatto.
Perché il cashmere si infeltrisce (e perché non è colpa tua)
Il cashmere è composto da fibre finissime con una struttura che, sotto stress, tende a incastrarsi. Il famoso infeltrimento nasce soprattutto da tre “nemici” molto comuni:
- Calore (acqua troppo calda o asciugatura vicino a fonti calde)
- Sfregamento (strofinare, spazzolare con forza, lavaggi aggressivi)
- Torsione (strizzare, torcere, centrifughe energiche)
La buona notizia è che, una volta capito questo, il metodo corretto diventa quasi intuitivo: meno fai, meglio è.
Il metodo che non lo infeltrisce: lavaggio a mano, semplice e delicato
Questo è il rituale che salva davvero i capi, quello che puoi fare in casa senza ansia. L’idea è coccolare la fibra, non “pulirla a tutti i costi”.
Preparazione (2 minuti che fanno la differenza)
- Gira il capo al rovescio.
- Lavalo da solo, un capo alla volta, così non subisce sfregamenti inutili.
- Riempi una bacinella con acqua tiepida, massimo 30 °C (se la senti appena calda sulla pelle, sei nel punto giusto).
Detergente: poco, delicato, giusto
Usa pochissimo detersivo delicato specifico per lana, oppure un sapone neutro. In emergenza, vanno bene anche poche gocce di shampoo per bambini. La regola è una: meglio poco che troppo, perché i residui irrigidiscono la fibra.
Lavaggio: niente strofinamenti, solo massaggi
- Immergi il capo e lascialo in ammollo per pochi minuti.
- Poi massaggia delicatamente le zone che toccano di più la pelle (collo, polsini, ascelle), come se stessi “spingendo” l’acqua attraverso il tessuto.
- Evita di strofinare stoffa contro stoffa. È lì che si crea il problema.
Risciacquo e asciugatura: la fase in cui si rovinano più capi
Qui si gioca la partita. Anche un lavaggio perfetto può finire male se strizzi o appendi.
Risciacquo
Risciacqua in acqua tiepida pulita finché l’acqua non è limpida. Se senti il capo “scivoloso”, c’è ancora detergente. E soprattutto, niente strizzate energiche.
Togliere l’acqua senza torturarlo
Il trucco più affidabile è questo:
- Appoggia il capo su un asciugamano pulito.
- Arrotola asciugamano e maglione insieme, come un rotolo, e premi con le mani.
- Srotola e ridai al capo la sua forma naturale.
Asciugatura corretta (senza deformazioni)
Stendi il capo in piano su una superficie asciutta, lontano da sole diretto e fonti di calore. Non appenderlo, perché il peso dell’acqua lo allunga e lo deforma, soprattutto sulle spalle.
E la lavatrice? Solo se proprio devi
Se hai poco tempo, si può fare, ma con un approccio “da laboratorio”:
- Metti il capo in una retina salva bucato
- Scegli programma lana o delicati
- Temperatura massimo 30 °C
- Centrifuga minima oppure disattivata
- Detersivo sempre molto delicato e in piccola quantità
Se la tua lavatrice è “aggressiva” anche nei delicati, meglio tornare al lavaggio a mano: è più lento, sì, ma spesso è anche più sicuro.
Stiratura e conservazione: gli ultimi dettagli che mantengono la morbidezza
Per stirare, meglio poco e con attenzione: capo al rovescio, temperatura bassissima, oppure vapore a distanza. Se usi il ferro, metti un panno di cotone tra piastra e tessuto.
Per conservare, piega sempre il cashmere e riponilo in un luogo asciutto, al riparo da luce e umidità. Appenderlo a lungo può allungarlo, e quando succede è difficile tornare indietro.
La promessa finale: cashmere morbido, stagione dopo stagione
Il “metodo che non lo infeltrisce” è fatto di acqua tiepida, zero stress meccanico e asciugatura in piano. Non serve essere esperti, serve solo cambiare ritmo. Tratta il cashmere come qualcosa di prezioso, e lui ricambierà restando morbido, compatto e bello da indossare, lavaggio dopo lavaggio.




