C’è una cosa che mi ha davvero cambiato la vita, da quando la faccio sempre così non ho mai macchie di muffa nella doccia. E la parte sorprendente è che non serve nessun trucco strano, solo una piccola routine, ripetuta con costanza, che toglie alla muffa ciò che le piace di più, cioè acqua, vapore e tempo.
Perché la doccia “attira” la muffa (anche se pulisci spesso)
Ho capito una cosa semplice: la doccia non diventa problematica perché è “sporca”, ma perché resta umida troppo a lungo. Tra piatto doccia, fughe, guarnizioni e angoli, l’acqua si ferma dove non la noti. Poi arriva il vapore caldo, si deposita, e in poche ore hai un microclima perfetto per le spore.
Se vuoi davvero prevenire, devi interrompere questa catena in tre punti: ventilazione, asciugatura, controllo dell’umidità. Il resto diventa molto più facile.
La svolta numero uno: ventilare bene, ma nel modo giusto
Il gesto che ha fatto più differenza per me è banalissimo: finita la doccia, non “lascio il bagno a sé stesso”. Apro completamente la finestra per 5-10 minuti.
Due dettagli, però, sono quelli che cambiano tutto:
- Porta del bagno chiusa durante l’aerazione, così l’umidità esce fuori e non si sposta nel corridoio o in camera.
- Porta della cabina doccia aperta, così l’aria gira e non resta intrappolata nel box.
Sembra poco, ma è come aprire un tappo: l’aria calda e umida esce, entra aria più fresca e secca, e la condensa smette di “attaccarsi” a vetri e piastrelle.
La seconda abitudine: asciugare subito, in 60 secondi
Qui ammetto che all’inizio ero scettico. Poi ho provato per una settimana, e non sono più tornato indietro.
Appena spengo l’acqua faccio così:
- Passo una spatolina o un panno sul vetro (se c’è).
- Asciugo il piatto doccia, soprattutto negli angoli.
- Do una passata rapida alle guarnizioni e ai bordi in silicone, perché lì l’acqua resta invisibile ma presente.
Il punto non è avere tutto perfetto, è togliere l’acqua ferma e i residui di sapone che diventano “cibo” per ciò che non vuoi vedere.
E poi attenzione a una cosa che sembra innocua: asciugamani e tappetini. Se restano bagnati per terra, rilasciano umidità per ore. Io li appendo sempre subito, idealmente su uno scaldasalviette o in un punto dove circoli aria.
Tenere l’umidità sotto controllo (senza diventare ossessivi)
L’obiettivo realistico è restare sotto il 60% di umidità. Se hai la finestra, spesso basta la routine sopra. Se invece il bagno è cieco, ha senso valutare un aspiratore o una ventola.
La cosa più comoda è quando c’è un sensore che si attiva da solo, oppure un piccolo igrometro per capire cosa succede davvero dopo la doccia. Non serve fissarsi sui numeri, serve solo un riferimento: se vedi che l’umidità resta alta a lungo, hai trovato il motivo per cui la muffa ritorna.
Un altro alleato sottovalutato è il riscaldamento corretto: un bagno troppo freddo favorisce la condensa. Temperatura stabile significa meno goccioline sulle superfici, quindi meno “tempo bagnato” a disposizione.
La pulizia settimanale che previene, invece di inseguire
La verità è che la muffa è molto più facile da evitare che da eliminare. Io mi ritaglio 5 minuti una volta a settimana per una pulizia mirata del box doccia:
- fughe e angoli (dove si formano puntini scuri)
- profili e guide (se hai ante scorrevoli)
- bordo del piatto doccia
- rubinetteria e zone dove si accumula sapone
Non è una “grande pulizia”, è manutenzione. E quando la fai regolarmente, non arrivi mai a quella fase in cui devi combattere macchie ostinate.
La routine completa, in pratica
| Momento | Cosa faccio | Tempo |
|---|---|---|
| Subito dopo la doccia | Finestra aperta, porta bagno chiusa, box aperto | 5-10 min |
| Subito dopo | Asciugo piatto, bordi, guarnizioni, vetro | 1-2 min |
| Ogni settimana | Pulizia rapida di angoli, fughe, guide | 5 min |
Ecco perché “faccio sempre così” funziona davvero: non è magia, è un sistema che toglie umidità e ristagni prima che diventino un problema. Dopo un po’ diventa automatico, e la doccia resta fresca, visivamente pulita, e soprattutto senza quelle macchie che ti fanno venire voglia di richiudere la porta e far finta di niente.




