Ti è mai capitato di alzare lo sguardo dal lavandino e notare quella patina scura che sembra comparire da un giorno all’altro? La muffa nel lavandino è così: silenziosa, testarda, e spesso torna proprio quando pensi di aver vinto. La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, si può eliminare con metodi semplici, naturali e abbastanza rapidi, basta sapere dove colpire e, soprattutto, come evitare che ricresca.
Prima di iniziare: sicurezza e aria fresca
Lo so, viene voglia di agire al volo. Però la muffa rilascia spore, e vale la pena proteggersi.
- Indossa guanti e mascherina
- Apri le finestre, crea ventilazione (anche un ventilatore aiuta)
- Tieni a portata una spazzola a setole dure o un vecchio spazzolino
Un dettaglio che fa la differenza: alla fine asciuga sempre bene. L’umidità è la “casa” della muffa.
Dove si annida davvero la muffa nel lavandino
Spesso non è solo la ceramica. I punti critici sono:
- Il bordo vicino al rubinetto, dove resta acqua
- Le giunzioni e il silicone
- La zona dello scarico, soprattutto sotto la griglia
- Angoli e microfessure (il classico posto che “non si vede”)
Capire il punto esatto ti evita di pulire tanto e risolvere poco.
Metodo 1: aceto bianco puro (il classico che funziona)
L’aceto bianco è un alleato sorprendentemente efficace, perché crea un ambiente ostile alle muffe e aiuta a staccare i residui.
Come fare:
- Spruzza aceto bianco non diluito direttamente sulla muffa
- Lascia agire per 1 ora
- Strofina con una spazzola dura o uno spazzolino
- Risciacqua bene e asciuga con un panno
Il suo odore può essere intenso, ma di solito svanisce in poche ore. E sì, è un rimedio “da cucina”, ma non per questo leggero.
Metodo 2: pasta di bicarbonato (per sporco e odori)
Quando la muffa è accompagnata da aloni e cattivi odori, la pasta di bicarbonato è perfetta. È delicata sulle superfici e molto pratica.
Ricetta veloce:
- Mescola bicarbonato e acqua fino a ottenere una pasta densa
(in alternativa, bicarbonato + un filo di aceto per una pasta più “attiva”)
Applicazione:
- Stendi sulla zona interessata
- Lascia agire 10-15 minuti
- Strofina, risciacqua e asciuga
Bonus: aiuta anche a neutralizzare l’odore “di umido”, quello che ti resta nel naso.
Metodo 3: perossido di idrogeno al 3% (per la muffa ostinata)
Se la muffa è tenace, il perossido di idrogeno al 3% (la comune acqua ossigenata) può essere la mossa decisiva.
Come usarlo:
- Spruzza direttamente sulla muffa
- Attendi 10 minuti
- Strofina e poi asciuga
Due attenzioni importanti:
- Fai prima un test in un punto nascosto
- Evita su pietra naturale, può macchiare o alterare la superficie
Per capire meglio perché la muffa è così resistente, vale la pena ricordare che parliamo di un vero organismo, un fungo che ama umidità e poco ricambio d’aria.
Extra: trattare lo scarico (dove spesso nasce tutto)
A volte la muffa vicino al lavandino è il sintomo, non la causa. Lo scarico può “alimentare” cattivi odori e umidità.
Prova una pulizia settimanale:
- ½ tazza di bicarbonato nello scarico
- 1 tazza di aceto sopra
- Lascia frizzare 10-15 minuti
- Sciacqua con acqua calda
È un gesto semplice che riduce molto il rischio di ricomparsa.
Prevenzione: come farla sparire per davvero
Eliminare la muffa è una cosa, impedirle di tornare è la vittoria vera. E qui contano le abitudini.
- Mantieni l’umidità sotto il 50%, se serve usa un deumidificatore
- Dopo l’uso, lascia il ventilatore acceso o arieggia per 30 minuti
- Asciuga sempre il bordo del lavandino e le giunzioni
- Non lasciare spugne o oggetti bagnati appoggiati
- Controlla e sostituisci silicone crepato (è un invito a nozze per la muffa)
Se la muffa è nera e resistente, ripeti il trattamento più volte. E se noti che ha “mangiato” materiali porosi o che torna subito, potrebbe essere il momento di sostituire quella parte, invece di inseguirla all’infinito. Inoltre, evita la candeggina su siliconi o vernici: spesso non risolve alla radice e può rovinare le superfici.




