C’è un trucco da nonna che, a leggerlo la prima volta, sembra quasi una magia da cucina finita per sbaglio in lavanderia: nell’asciugatrice metti un cubetto di ghiaccio e, in pochi minuti, i panni escono molto più “presentabili”, spesso senza bisogno di ferro da stiro. L’ho provato con quella curiosità un po’ scettica che si riserva ai rimedi di famiglia, e il risultato, se fatto nel modo giusto, sorprende.
Il segreto: il ghiaccio che diventa vapore e “stira” al posto tuo
L’idea è semplice e, proprio per questo, geniale: il cubetto si scioglie rapidamente e, grazie al calore dell’asciugatrice, si trasforma in vapore acqueo. Quel vapore entra nelle fibre e le rilassa, un po’ come farebbe un vaporizzatore, solo che qui non devi stare in piedi davanti all’asse.
In pratica sfrutti lo stesso principio fisico della condensazione e del passaggio di stato, con un effetto visibile sulle pieghe, soprattutto quelle “da asciugatura storta” o da cestello troppo pieno.
Come fare, passo passo (senza rovinare nulla)
Per far funzionare davvero questo metodo, conta più il “come” del “cosa”. Ecco la sequenza più efficace:
- Metti nell’asciugatrice capi già quasi asciutti, o comunque umidi ma non grondanti. Se sono fradici, il vapore non fa miracoli e allunghi solo i tempi.
- Aggiungi 1 cubetto di ghiaccio (massimo 2 se il carico è grande). L’obiettivo è creare vapore, non bagnare di nuovo tutto.
- Imposta un ciclo breve, 10-15 minuti, a temperatura bassa o media.
- Tira fuori i capi subito quando finisce il ciclo e scuotili leggermente, poi piegali o appendili. Questo passaggio “fissa” l’effetto disteso.
Se li lasci lì dentro a raffreddarsi in un mucchio, le pieghe tornano, e ti sembrerà che il trucco non funzioni.
Su quali tessuti funziona meglio (e quando evitarlo)
Questo rimedio dà il meglio con materiali che reggono bene calore e movimento:
- cotone (t-shirt, lenzuola, felpe leggere)
- poliestere e misti (camicie casual, pigiami, abbigliamento sportivo)
- alcuni capi in viscosa robusta, con prudenza
Invece, fai attenzione con:
- capi delicati o con finiture particolari (pizzi, ricami, applicazioni)
- lana e capi “strutturati” (giacche, blazer)
- tessuti che temono il calore, anche a basse temperature
La regola pratica è questa: se normalmente non lo metteresti in asciugatrice, non farlo nemmeno “per provare”.
Perché a volte non funziona: gli errori più comuni
Quando il risultato è deludente, di solito c’è una causa precisa. Le più frequenti:
- Carico troppo pieno: i panni non hanno spazio per muoversi, quindi le pieghe restano.
- Capi troppo asciutti: senza umidità iniziale, il vapore “arriva tardi” e non penetra bene.
- Ciclo troppo lungo o troppo caldo: rischi di fissare le pieghe, non di scioglierle.
- Aspettare prima di togliere i panni: il raffreddamento in massa crea nuove grinze.
La variante della nonna con l’aceto: utile, ma con criterio
C’è anche una versione “alternativa” che gira da tempo: usare aceto per aiutare a distendere e, in più, ridurre odori. Qui però serve buon senso.
Se vuoi provarla, meglio così:
- non versarlo direttamente sui capi
- usa una piccola quantità (pochi cucchiai) su un panno umido o in una pallina per asciugatrice, se ne hai
- scegli sempre un ciclo breve a bassa temperatura
L’aceto può essere utile come supporto, ma non è indispensabile. Il protagonista resta il vapore.
Il verdetto: riduce davvero la stiratura?
Sì, se l’obiettivo è togliere le pieghe leggere e far uscire i vestiti “da indossare” senza combattere con il ferro, il trucco del cubetto di ghiaccio funziona e fa risparmiare tempo. Non sostituisce una stiratura impeccabile su camicie formali o lino, ma è perfetto per la vita reale, quella in cui vuoi solo aprire l’armadio e trovare capi decenti al primo colpo.
E forse è proprio questo il bello dei trucchi della nonna: non promettono perfezione, promettono pace. E, in lavanderia, è già tantissimo.




