Quando gli strofinacci puzzano, sembra quasi che la cucina si “rimpicciolisca”: apri un cassetto, asciughi un bicchiere, e quell’odore umido ti segue come un’ombra. A me è successo più volte, poi ho capito una cosa molto semplice, quasi banale: non è sfortuna, è umidità che incontra calore e crea il posto perfetto per i batteri.
Perché lo strofinaccio prende cattivo odore (anche se sembra pulito)
Lo strofinaccio è un oggetto eroico e un po’ sottovalutato. Assorbe acqua, raccoglie residui di cibo, tocca superfici diverse, e spesso finisce appallottolato vicino al lavello. In queste condizioni succedono tre cose:
- Resta bagnato a lungo, soprattutto se la cucina è poco ventilata.
- Trattiene micro residui di grasso e alimenti.
- Si scalda leggermente, perché è vicino ai fornelli o a un ambiente tiepido.
Questo mix è la ricetta ideale per far “maturare” l’odore di stantio. Il punto chiave è che spesso non è la macchia visibile a puzzare, ma quello che resta intrappolato tra le fibre.
Il trucchetto della nonna: ammollo con sapone di Marsiglia e limone
Il rimedio più affidabile, quello che sembra quasi magia perché è semplice, è l’ammollo con sapone di Marsiglia e limone. Funziona perché combina un’azione sgrassante, una pulizia profonda delle fibre e una spinta deodorante naturale.
Come fare, in modo pratico
- Riempi una bacinella con acqua calda (non serve bollente, ma ben calda).
- Aggiungi scaglie di sapone di Marsiglia (o strofinalo direttamente sul tessuto bagnato).
- Inserisci 2 o 3 fettine di limone, oppure un po’ di succo.
- Lascia in ammollo circa 30 minuti.
- Risciacqua, strizza molto bene, poi metti ad asciugare all’aria.
Se lo strofinaccio è particolarmente segnato, io faccio anche un passaggio “mirato”: bagno la zona, strofino il sapone direttamente sulla macchia e solo dopo lo metto in ammollo. È un dettaglio piccolo, ma cambia tutto.
Alternativa super efficace: acqua calda e aceto bianco
Quando l’odore è più “acido” o persistente, l’aceto bianco è un alleato sorprendente, soprattutto per igienizzare e neutralizzare la puzza di umido.
Metodo rapido
- Acqua calda in bacinella.
- Mezzo bicchiere di aceto bianco.
- Un goccio di detersivo per piatti, oppure ancora sapone di Marsiglia.
- Ammollo di 30 minuti, poi risciacquo abbondante.
Nota importante, da tenere a mente senza eccezioni: non mescolare mai aceto e candeggina, perché può sviluppare vapori pericolosi.
Per strofinacci unti: bicarbonato o percarbonato
Se il problema non è solo l’odore, ma anche la sensazione “appiccicosa” da cucina, qui entrano in gioco bicarbonato o percarbonato.
- Aggiungi 1 cucchiaio in acqua calda.
- Lascia agire 30 minuti.
- Risciacqua e lava normalmente.
Il bicarbonato è ottimo per deodorare, il percarbonato è più deciso sulle fibre, specialmente se lo strofinaccio è molto usato.
Prevenzione: il vero segreto per non ricominciare da capo
Il trucco più potente, alla fine, è evitare che lo strofinaccio resti umido troppo a lungo. Io seguo queste abitudini, semplici ma salvavita:
- Sciacquo subito con acqua calda dopo l’uso.
- Strizzo “davvero”, non solo un po’.
- Lo appendo ben aperto, non piegato, e se posso lo metto all’aria.
- Cambio strofinaccio spesso, soprattutto d’estate o se ho cucinato pesce, uova o fritti.
Lavaggi che aiutano
- In lavatrice, meglio 40°C o più, in base al tessuto.
- Per una pulizia profonda, vanno bene programmi specifici per igiene, nelle lavatrici moderne.
- Se serve un colpo finale di freschezza, qualche goccia di olio essenziale di tea tree (senza esagerare) può dare una mano.
Il risultato: strofinacci davvero puliti, non solo profumati
La differenza si sente subito: non è il classico “profumo che copre”, è proprio l’odore neutro del tessuto pulito. E quando apri il cassetto e non arriva nessuna zaffata, ti rendi conto che il vero lusso in cucina è questo, piccoli gesti, ripetuti bene, che fanno sparire un problema fastidioso alla radice.




