Capita all’improvviso: guardi quella borsa in similpelle che adoravi, o il divano che “ha visto di tutto”, e noti che la pelle sintetica ha perso tono, si è irrigidita, magari ha anche qualche screpolatura. La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, puoi davvero donare una nuova vita alla pelle sintetica con una manutenzione mirata e qualche scelta intelligente.
Prima di tutto: capisci “che cosa” stai trattando
Quando diciamo pelle sintetica, spesso intendiamo similpelle o ecopelle. Sono materiali diversi dalla pelle naturale, in genere basati su supporti tessili e rivestimenti polimerici. Questo cambia tutto: ciò che funziona sulla pelle vera può essere inutile, o persino dannoso, qui.
Un’immagine semplice: pensa alla pelle naturale come a un tessuto vivo che respira, la sintetica come a una “pellicola” resistente, ma sensibile a solventi aggressivi e a sfregamenti sbagliati.
La regola d’oro: pulizia delicata, poi ravvivamento
Il restauro efficace segue sempre due fasi. Se salti la prima, la seconda rende meno e dura meno.
- Pulire per togliere sporco, unto, residui che opacizzano e irrigidiscono.
- Ravvivare e nutrire (per quanto possibile sul sintetico) per recuperare colore, morbidezza e brillantezza.
Il metodo più pratico: prodotti dedicati (e perché funzionano)
Se vuoi un approccio “sicuro” e pensato proprio per questi materiali, la via più lineare è usare un kit specifico. Un esempio citato spesso per pelle liscia o sintetica è il kit FRINE GLASS + SOFT di Reflex.
Come inserirlo nella tua routine (senza complicarti la vita)
- Step 1, pulizia con SOFT: rimuove lo sporco e prepara la superficie. È il passaggio che ti evita quell’effetto “lucido a macchie” tipico dei trattamenti fatti su superfici non pulite bene.
- Step 2, applicazione di FRINE GLASS: qui avviene la magia concreta, perché il prodotto è pensato per ravvivare i colori, aiutare sulle zone più vissute o leggermente screpolate e restituire una sensazione più morbida ed elastica.
Funziona bene su oggetti d’uso quotidiano come borse, calzature, poltrone, sedili auto e anche valigie, soprattutto quando la superficie è diventata secca e “spenta”.
Consiglio pratico: prova sempre su un angolo nascosto. Non per paura, ma per evitare sorprese di tonalità su materiali molto consumati.
Quando conviene chiamare un professionista
Ci sono casi in cui la pelle sintetica non è solo opaca, è proprio rovinata: tagli, abrasioni estese, spellature o zone dove il rivestimento si è consumato fino al supporto.
Qui il fai-da-te rischia di diventare frustrante. In questi casi ha senso valutare servizi professionali, per esempio aziende come Color Glo, che offrono riparazioni e ripristino estetico per salotti e divani in pelle sintetica, spesso senza dover sostituire tutto. È un po’ come restaurare un mobile: spendi meno rispetto al nuovo e ti porti a casa un risultato più uniforme.
I 5 errori che “uccidono” la similpelle
Se vuoi allungare davvero la vita del materiale, evita queste trappole comuni:
- Usare alcol o solventi forti “per sgrassare”
- Spazzole dure e sfregamenti insistiti sulle screpolature
- Troppa acqua, che può infiltrarsi e indebolire gli strati
- Esposizione prolungata a sole e calore (termosifoni, auto al sole)
- Lucidanti generici non adatti, che lasciano patine appiccicose
Sostenibilità: la scelta più green è far durare ciò che hai
C’è un punto che spesso sottovalutiamo: la similpelle è definita “etica” in certi contesti, ma non è automaticamente biodegradabile. Per questo la mossa più sostenibile è una: prolungare la vita degli oggetti. Ogni mese in più di utilizzo è un acquisto nuovo rimandato, e sono risorse risparmiate.
Se vuoi approfondire il lato ambientale e materiale, vale la pena conoscere cosa sono davvero i polimeri, perché è lì che si gioca gran parte della durata, e anche della riciclabilità.
Quando non si può riparare: idee di riuso e riciclo
Se il rivestimento è ormai compromesso, non è la fine. Puoi scegliere strade intelligenti:
- Donare articoli inutilizzati a laboratori di riciclo o realtà che trasformano scarti in nuovi prodotti (accessori, borse, dettagli di abbigliamento)
- Riutilizzare parti sane come inserti, patch, rivestimenti per piccoli oggetti
- Per futuri acquisti, valutare similpelle vegetale o materiali con filiere più chiare, e supportare il riciclo di derivati plastici quando previsto
La risposta alla domanda “si può davvero salvare?”
Sì, nella maggior parte dei casi. Se la pelle sintetica è solo spenta, rigida o leggermente segnata, una pulizia corretta e un ravvivante dedicato possono riportarla sorprendentemente in forma. Se invece è spellata o lesionata, il professionista (o il riuso creativo) diventa la scelta più sensata. In ogni scenario, la vera vittoria è questa: far durare di più ciò che ti piace, senza sprechi e senza fretta.




