Hai sempre sbagliato a pulire il parquet: ecco il prodotto giusto per non rovinarlo

Se ti dico “hai sempre sbagliato a pulire il parquet”, lo so, suona quasi provocatorio. Eppure è una di quelle verità che si scoprono solo quando compaiono i primi aloni, quando il legno sembra “stanco”, o peggio quando una tavola si gonfia leggermente e ti chiedi dove hai sbagliato. La buona notizia è che spesso non è colpa del parquet, ma del prodotto e, soprattutto, dell’acqua.

Il punto chiave che cambia tutto: il prodotto giusto

Il parquet (anzi, il parquet) non vuole “più forza”, vuole più delicatezza. Il prodotto davvero corretto, nella maggior parte dei casi, è un detergente specifico per parquet a pH neutro.

Perché conta tanto? Perché un pH neutro aiuta a pulire senza intaccare la finitura (vernice o olio) e senza lasciare residui aggressivi che, col tempo, spengono la superficie.

In pratica:

  • Detergente neutro specifico per legno/parquet
  • Pochissima acqua
  • Panno morbido e ben strizzato

Sembra banale, ma è esattamente qui che tanti sbagliano.

Pulizia quotidiana: quella che salva davvero il legno

La pulizia “di tutti i giorni” è la più importante, perché riduce l’attrito di polvere e granelli, cioè la micro carta vetrata che cammina sotto le scarpe.

Cosa usare:

  • Scopa a setole morbide
  • Panno catturapolvere
  • Aspirapolvere con bocchetta per parquet (meglio se con setole)

Piccolo dettaglio che fa la differenza: evita accessori ruvidi o spazzole dure. Non te ne accorgi subito, ma nel tempo lasciano segni sottili che fanno perdere uniformità alla luce.

Lavaggio solo quando serve, e con un rituale semplice

Quando è davvero sporco, macchie leggere, impronte, zone opache, puoi lavarlo, ma con una regola d’oro: umido, mai bagnato.

Ecco come fare senza stress:

  1. Prepara un secchio con acqua fredda o tiepida (meglio non calda).
  2. Aggiungi poco detergente a pH neutro specifico per parquet, seguendo la dose in etichetta.
  3. Immergi un panno in microfibra morbido e strizzalo tantissimo, deve sembrare quasi asciutto.
  4. Passa nel senso della vena del legno, così eviti righe e distribuisci meglio l’umidità.
  5. Lascia asciugare all’aria, senza “aiutarti” con troppa acqua.

Il motivo è semplice e molto concreto: l’acqua in eccesso può penetrare nelle fughe, far gonfiare le fibre e creare deformazioni. Anche una sola abitudine sbagliata ripetuta nel tempo può rovinare l’effetto complessivo.

Verniciato o oliato? Cambia la manutenzione

Qui spesso nasce confusione, e ti capisco, a occhio sembrano simili. Ma la manutenzione cambia.

  • Parquet verniciato: è più “sigillato”. Va benissimo un detergente neutro specifico, e se serve esistono protettivi o cere formulate per finiture verniciate (sempre seguendo le indicazioni del produttore).
  • Parquet oliato: è più “vivo” e traspirante. Oltre al detergente adatto, ogni tanto gradisce oli di manutenzione o detergenti nutrienti specifici.

Molti produttori (Haro, Listone Giordano, Garbelotto, Marbec e altri) propongono linee dedicate proprio per distinguere queste due esigenze.

Cosa evitare per non rovinarlo (anche se “sembra pulire meglio”)

Ci sono prodotti che, anche con le migliori intenzioni, rischiano di creare danni o opacità nel tempo. Meglio evitare:

  • Candeggina, ammoniaca, alcol ad alte concentrazioni
  • Sgrassatori forti, anticalcare, detergenti pensati per ceramica o marmo
  • Troppa acqua e lavaggi frequenti “a secchiate”
  • Vapore (la combinazione calore più umidità non è amica del legno)
  • Cera generica su parquet verniciato (può creare strati e aloni difficili da gestire)

Promemoria rapido: fai così, non così

ObiettivoScelta giustaErrore comune
Togliere polverepanno catturapolvere o aspirapolvere con bocchetta parquetspazzole dure, accessori ruvidi
Lavarepanno umido e strizzato + detergente neutro specificotroppa acqua, prodotti aggressivi
Proteggereprodotti dedicati a verniciato o oliatocera generica, rimedi “universali”

La verità finale: pulire meno, ma meglio

Se vuoi un parquet bello per anni, pensa così: non devi “attaccare lo sporco”, devi rispettare il materiale. Detergente specifico a pH neutro, poca acqua, strumenti morbidi, e una routine di polvere costante. È la combinazione più semplice, e anche quella che evita davvero graffi, aloni e deformazioni.

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