I rimedi della nonna per le placche alla gola

Ti svegli, deglutisci e senti quella fitta secca che ti fa pensare subito alle placche alla gola. Poi vai allo specchio, apri la bocca e ti sembra di vedere “puntini” biancastri sulle tonsille. In quel momento scatta l’istinto più antico di tutti: cercare i rimedi della nonna, quelli semplici, caldi, rassicuranti, che ti fanno sentire già un po’ meglio mentre aspetti che il corpo faccia il suo lavoro.

Prima di tutto, cosa sono davvero le placche

Le placche sono depositi che possono comparire su gola e tonsille durante un’infiammazione. A volte sono legate a infezioni virali, altre a infezioni batteriche (come alcune tonsilliti), più raramente a funghi. Questo dettaglio conta, perché i rimedi naturali possono alleviare i sintomi, ma non sempre eliminano la causa.

Se hai febbre alta, dolore intenso, difficoltà a respirare, linfonodi molto ingrossati o sintomi che non migliorano, la cosa più sensata è sentire il medico.

Il classico intramontabile: gargarismi fatti bene

Se c’è un gesto da “cassetta degli attrezzi” della nonna, sono i gargarismi. Funzionano soprattutto perché ripuliscono, idratano e rendono l’ambiente meno favorevole ai microrganismi.

Prova così (senza esagerare con le quantità):

  • Gargarismi con acqua e sale: sciogli 1 cucchiaino di sale in un bicchiere di acqua tiepida. Fai gargarismi per 20 o 30 secondi, poi sputi. Ripeti 2 o 3 volte al giorno.
  • Gargarismi con bicarbonato: mezzo cucchiaino in un bicchiere di acqua tiepida. È utile quando senti la gola “impastata” e vuoi un’azione più detergente.

Un trucco semplice: non farli bollenti. Il calore eccessivo irrita e, quando la gola è già infiammata, basta poco per peggiorare la sensazione.

Miele, il “cerotto” naturale per la gola

Il miele è uno di quei rimedi che sembrano banali finché non lo provi nel momento giusto. La sua azione è soprattutto lenitiva: crea una specie di pellicola morbida che calma il bruciore e la tosse secca.

Puoi usarlo in due modi pratici:

  • 1 cucchiaino puro, lasciandolo sciogliere lentamente in bocca.
  • In una tisana tiepida (non bollente), così mantiene meglio le sue proprietà.

Nota importante: niente miele ai bambini sotto l’anno di età.

Tisane e infusi: il lato “calmo” della guarigione

Quando la gola fa male, anche bere diventa una piccola sfida. Eppure l’idratazione è una delle cose che aiutano di più. Le tisane, se scelte bene, sono un modo gentile per farlo.

Le più usate nella tradizione:

  • Camomilla: delicata e calmante.
  • Timo e salvia: apprezzati per l’effetto balsamico e “pulente”.
  • Zenzero e limone: una combo intensa, utile se senti infiammazione e pesantezza.

Se lo zenzero ti “pizzica”, riduci la quantità o diluisci di più. L’obiettivo è confortare, non sfidare la gola.

Aceto di sidro, aglio e altri rimedi: sì, ma con buon senso

Qui entriamo nella parte più “forte” dei rimedi casalinghi. Possono dare sollievo ad alcuni, ma vanno usati con prudenza.

  • Aceto di sidro di mele: sempre diluito (1 cucchiaino in un bicchiere d’acqua). Se brucia, interrompi.
  • Aglio: tradizionalmente usato per il suo odore “deciso” e la reputazione antibatterica. Meglio in piccole quantità nel cibo, senza forzare.
  • Fieno greco: spesso in decotto o infuso, è un rimedio popolare che molte persone trovano utile come supporto.

E il tea tree oil? Può essere citato per gargarismi, ma è essenziale fare attenzione: deve essere adatto all’uso orale, in quantità minime e senza ingerire. In caso di dubbio, meglio evitarlo.

Cosa mangiare (e cosa evitare) quando deglutire fa male

Qui la nonna di solito ci prende: comfort e semplicità.

Meglio:

  • cibi morbidi (purè, yogurt, vellutate)
  • liquidi freddi o a temperatura ambiente
  • anche un gelato può ridurre dolore e gonfiore per qualche ora

Da evitare:

  • cibi piccanti o molto acidi
  • bevande troppo calde
  • alcol e fumo, che irritano ulteriormente

Quando i rimedi non bastano (e va bene così)

Il punto chiave è questo: i rimedi della nonna possono essere ottimi alleati per dolore, bruciore, secchezza e fastidio generale. Ma se dietro c’è un’infezione batterica, potrebbe servire una valutazione medica, e talvolta una terapia specifica.

La strategia migliore, spesso, è una combinazione intelligente: comfort a casa, attenzione ai segnali del corpo e, se serve, il supporto del professionista. Così il sollievo non è solo una sensazione, ma un percorso che porta davvero a stare meglio.

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